…Iuppariello è fermamente deciso a perseverare all’ombra e alla luce del “vero”, onde poter sviluppare le sue facoltà in un’esecuzione vigorosa e duttile, spiegata, semplificata e resa poeticamente espressiva. Egli è certissimo di poter realizzare una pittura vissuta e vista, che abbia sopra  tutto  una significazione poetica perché possa dire una parola sua.

( A. Schettini 1960 )

   

dopo aver affrontato con certa franchezza di colori i temi obbligati della paesistica napoletana, tendente a snellire e a depurare l’impostazione generale e il tessuto cromatico, ora bada soprattutto a maturare la sua interpretazione, per ravvivare l’impresa figurativa al fine di affrancarla da quel gusto macchiettistico e da quel pittoricismo andante che insidiano l'operosità di tanti artisti nostrani... Questo pittore invece prosegue e approfondisce, staccandosi sensibilmente dai suoi stessi esordi.

( C. Barbieri  1960)

  

…attingendo dalla realtà, Iuppariello ci ricanta questi motivi nelle sue tele, da poeta, senza cerebralismi, senza distrazioni, con senso di religione e d’estasi, trasmettendo l’intero mistico stupore dell’interpretazione e il gaudio irrefrenabile dell’artista.  

( P. Girace  1960)

 

  …I suoi quadri sono sofferti  perché  evidenziano un un travaglio spirituale, non sono delimitati dalla scelta di uno stile, in quanto egli porta sulla tela con raffinata tecnica i suoi stati d’animo che risentono dell’ambiente in cui vive.

( A. Cantalamessa   1971 )

 

…gli occhi gioiscono alla visione di quei colori caldi e pastosi  in una policromia di toni sgorganti da una vena sempre più fresca che dà al paesaggio  un verismo lirico, alla figura una struggente malinconia…  

(L. Aluzzi )

                       

  … La ricerca spietata e l’esame approfondito del proprio io lo porta a proiettare se stesso nella natura in una alternativa costante di ciò che si è e che si vorrebbe essere, lo porta a conclusioni che ci riconducono a Schopenhauer, ma nel mentre in questi c’è l’abbandono, nell’autore interviene la Grazia, la  Luce Increata strappa dall’immagine crogiuolo della natura e ci porta al Tutto, all’Immenso, a Dio.

( G. Diffidenti  1972 )

  

…Quel suo vario e caratteristico linguaggio pittorico, per i colori piuttosto caldi, sostenuti da urti di masse, tenebrose talvolta e da sensibili trasparenze tal’altra, gli confermano una raggiunta maturità espressiva e spirituale in quanto, astraendosi da un superficiale impressionismo della materia egli la trasfigura armonizzandola in misterioso sogno e bisogno di luce… 

( L. Castiglione  1975 )

 

  Un  pittore che nel proprio intimo, quasi in un mondo tutto proprio, in un silenzio operoso, trova una concezione poetica della natura, nello studio introspettivo del personaggio, un riaffiorare di vitalità e di spiritualità sempre evolventisi in una continuità artistica che s’ innalza al di là dello spazio e del tempo.

(L. Jannelli  1974)

 

Alla straordinaria perizia del disegno accoppia un gusto cromatico che gli consente di esprimere con efficacia i moti più intimi e significanti dello spirito. Secondo i vari gradi di tale stato d’animo, il colore viene modulato in toni consoni ad esprimerlo con compiuta espressione e lirica partecipazione. Per lo stesso motivo, a volte esso è più disteso e sereno; a volte è più materico ed esagitato.

( E. D’Acunti 1980)

 

… in Nicola Iuppariello, nutrito di una sensibilità costruttiva dell’immagine altamente convincente, ha agito significativamente l’esemplarismo crisconiano.

(da Rosario Pinto, La pittura napoletana del ‘900, 2002 )

 

 

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